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Il diabete mellito nel cane

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02 Giugno 2020

Il diabete mellito nel cane è una malattia caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue.

E’ una malattia diffusa che necessità di adeguate terapie e di un’alimentazione controllata  come accade per l’uomo.

Si sviluppa quando il pancreas inizia a produrre meno o a non produrre affatto l’insulina, un ormone che regola la concentrazione di zuccheri nel sangue. Si evidenzierà un aumento della glicemia, ossia il valore che definisce il livello di zuccheri nel circolo sanguigno.

 In alcuni soggetti esiste una certa predisposizione genetica alla malattia: le pancreatiti, le ileiti, l’obesità, utilizzo di alcuni farmaci diabetogeni, come i corticosteroidi possono predisporre a questa malattia.

Nella maggior parte dei casi, i cani che soffrono di diabete sono colpiti dalla forma insulinodipendente, ovvero necessitano di una terapia insulinica per tutta la vita.

E’ stata segnalata una maggiore incidenza del diabete in alcune razze, tra le quali Chow chow, Beagle, Samoiedo, Alaskan malamute, Labrador e Golden retrive, Doberman, West Highland White Terrier e Carin terrier.

Il diabete sembra colpire i cani femmina con una frequenza doppia rispetto ai maschi. L'età media degli animali colpiti si aggira intorno ai 7-8 anni.

Nel cane  diabetico non sotto terapia,  la glicemia sarà sempre alta, anche a stomaco vuoto: il cane si sentirà sempre stanco, spossato, tenderà a dimagrire, pur mangiando normalmente, dato che gli zuccheri non lavorano come dovrebbero.  I sintomi nel cane diabetico saranno poliuria (aumento delle urine), polidispsia (aumento della seta), polifagia (aumento della fame) e perdita di peso.

La diagnosi di diabete nel cane si conferma mediante il riscontro dell'iperglicemia (aumento degli zuccheri nel sangue), della perdita di glucosio nelle urine (glicosuria), e dell'aumento delle fruttosamine nel sangue: queste ultime sono proteine che si legano in modo irreversibile al glucosio ed aumentano durante l'iperglicemia. 

Per controllare il diabete è necessario fornire insulina solitamente con due dosi oppure con un’ unica giornaliera. Le due dosi vanno somministrate a distanza di 12 ore l’una dall’altra, sempre negli stessi orari e in concomitanza dei pasti. La terapia insulinica ha lo scopo di normalizzare il più possibile la glicemia (portarla su valori compresi tra 100 e 250 mg/dl). L'insulina si somministra per via sottocutanea mediante delle siringhe dedicate.

Le curve glicemiche servono al veterinario per capire se la dose di insulina prescritta nell'animale diabetico sia corretta. Queste possono essere effettuate presso le strutture veterinarie o a casa. In quest'ultimo caso la curva è fatta dal proprietario mediante l'impiego di un glucometro portatile. La curva glicemica prevede la determinazione della glicemia ogni 2 ore, durante un intervallo di tempo di 12 ore.

Se la dose di insulina somministrata in un cane diabetico è eccessiva rispetto ai fabbisogni, la glicemia si riduce in modo elevato (ipoglicemia). In alcuni casi, se la glicemia è molto bassa (inferiore a 50 mg/dl) compaiono sintomi di natura neurologica, quali tremori ed irrequietezza. Nei casi più gravi (glicemia inferiore a 30-40 mg/dl)  può causare convulsioni. L'ipoglicemia grave se non è corretta prontamente, può causare la morte degli animali. Un accorgimento utile per correggerla, se lieve, è rappresentato dalla somministrazione di un piccolo pasto supplementare. Se è grave, è necessario somministrare dello zucchero, preferibilmente del miele, sul palato o sulla lingua del proprio animale. 

 

Le complicanze a cui può portare il diabete sono la cataratta che conduce ad un’opacità del cristallino fino ad una potenziale cecità. Il cane diabetico può essere più predisposto ad infezioni batteriche che vanno controllate. Il glaucoma che determina un’elevata pressione oculare può essere scongiurato controllando il diabete.

 La chetoacidosi diabetica è una malattia grave che si può sviluppare qualora il diabete non venga individuato per tempo o se le cure apportate non risultano adeguate. In questi casi, il cane inizia a digerire, al posto degli zuccheri mancanti, i depositi di grassi e i muscoli: ciò causa un grave deperimento nel cane, oltre a vomito, debolezza muscolare ed eccessiva fame o sete. Nei casi più gravi può portare anche alla cecità assoluta. I segni clinici più frequenti della chetoacidosi sono la debolezza, l'apatia ed il vomito. Spesso gli animali  si presentano in decubito laterale, ipotermici e fortemente abbattuti: necessitano di un immediato ricovero presso una struttura veterinaria attrezzata nella quale sia possibile effettuare il monitoraggio della glicemia, del pH e degli elettroliti nel sangue (emogasanalisi), e sia possibile fornire cure mediche continuative, 24 ore su 24. La chetoacidosi se non è trattata con le dovute attenzioni o se la diagnosi è tardiva, può condurre a morte. 

Un'altra complicanza è la neuropatia  legata all’elevato livello di zuccheri nel sangue: può portare anche a gravi danni neuronali con sintomi non immediatamente associabili al diabete, quali tremore e debolezza delle articolazioni. Nella maggior parte dei casi questa problematica è risolvibile attraverso un riequilibrio del livello di glucosio nel sangue, ma se non si interviene per tempo, i danni possono essere permanenti.

Il primo grande cambiamento nello stile di vita di un cane diabetico risiede proprio nella sua alimentazione, che dovrà essere bilanciata e controllata, con l’ausilio di un medico veterinario: fornire due pasti al giorno, evitando il più possibile cibi fuori orario e la somministrazione di zuccheri semplici.

Esistono diete commerciali complete studiate per i cani diabetici: è una scelta “comoda” perché sono perfettamente bilanciate e facilmente razionabili in base al peso.

L'esercizio fisico costante e graduale (passeggiate o giochi) ha un effetto ipoglicemizzante (abbassa la glicemia) sull'animale. Il movimento, nel cane diabetico, favorisce la perdita di peso, elimina l'insulinoresistenza indotta dall'obesità e promuove il trasporto del glucosio dentro le cellule.

I fabbisogni d’insulina possono variare durante la vita del nostro cane diabetico. Le cause sono solitamente da attribuire a variazioni del peso e del regime di esercizio fisico. Il progesterone nelle femmine non sterilizzate prodotto dopo il calore, ha una influenza negativa sul ruolo dell’insulina. Se i fabbisogni variano, si potrà instaurare una situazione di iperglicemia (per dosi più basse di quelle necessarie) o di ipoglicemia (per dosi più alte del necessario). Il paziente diabetico necessita di controlli frequenti presso il proprio medico veterinario.

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